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Approfondimento Europa – Recovery Plan for Europe

Analisi del piano del Piano Ue presentato alla Commissione Europea

Il 27 maggio la Commissione europea ha presentato la sua proposta per un grande piano di risanamento dell’economia europea. Per garantire una ripresa sostenibile, inclusiva ed equa per tutti gli Stati membri, la Commissione europea propone la creazione del nuovo Next Generation EU, integrato in un rinnovato bilancio dell'UE. Inoltre, un programma di lavoro per il 2020 adattato alla situazione di crisi generata dalla pandemia darà la priorità alle azioni necessarie per promuovere la ripresa e il rilancio dell’economia europea. Il Piano intende porre le basi per una ripresa comune, fondata sui principi di solidarietà, coesione e convergenza, che acceleri la doppia transizione, ecologica e digitale, rafforzando la competitività, la resilienza e il ruolo dell'Europa di attore globale. Di fronte al forte rischio di squilibri economici e disparità sempre più ampi e di condizioni di concorrenza disuguali, il Recovery Plan sottolinea la necessità e il valore di un’azione forte su scala europea.



Le prospettive economiche appaiono incerte e la recessione in Europa rischia di assumere proporzioni drammatiche in assenza di decisioni efficaci. Secondo le stime della Commissione, il prodotto interno lordo dell'UE subirà un calo del 15% nel secondo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel complesso, è attesa una contrazione dell'economia europea di oltre il 7% nel 2020 (16% nello scenario di una seconda ondata epidemica e di una estensione delle misure di contenimento). Si prevede che la disoccupazione salirà al 9% nell'Unione, colpendo in modo sproporzionato i giovani e le persone scarsamente qualificate, nonché i lavori temporanei. La liquidità e l'accesso ai finanziamenti saranno una sfida
per le imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni.

L'impatto economico della crisi varierà notevolmente tra i diversi settori dell'economia. Le prime analisi della Commissione mostrano che il turismo, l'economia sociale, l’industria creativa e culturale potrebbero vedere un calo del loro fatturato di oltre il 70% nel secondo trimestre del 2020. Le industrie tessili, i trasporti, le attività industriali ad alta intensità energetica e il settore delle energie rinnovabili saranno duramente colpiti. Gli effetti della crisi e il potenziale di ripresa dipendono anche dalla struttura economica di ciascun paese (ad esempio, quelli con un gran numero di PMI sono i più colpiti) nonché dalla capacità di rispondere allo shock e dagli spazi di manovra fiscale dei singoli paesi. Ciò sta già avendo notevoli ripercussioni sul mercato unico con il forte rischio di un aumento delle disparità tra gli Stati membri. La recessione sarà vicina al 10% in alcuni paesi, mentre in media sarà del 6-7,5% in altri. Secondo la valutazione dei bisogni realizzata dalla Commissione, per intraprendere la strada di una ripresa sostenibile, nel 2021 e nel 2022 saranno necessari almeno 1,5 trilioni di euro in ulteriori investimenti pubblici e privati.


Le azioni proposte fanno seguito alle mesure di primo intervento della Commissione europea e Banca Centrale Europea che hanno già fornito oltre 500 miliardi di euro per sostenere le economie degli Stati membri, nella consapevolezza che tali misure siano ben lontane dall’essere sufficienti. Con una dotazione di 750 miliardi di euro, lo strumento Next Generation EU insieme agli aumenti mirati di specifiche voci del bilancio UE porteranno la potenza di fuoco totale del bilancio dell'UE a 1,85 trilioni di euro per il periodo 2021/2027 con l’obiettivo di affrontare la sfida che abbiamo di fronte, riparare i danni causati dalla pandemia e preparare il futuro per le prossime generazioni. La Commissione propone, inoltre, di rendere disponibili già nel 2020 finanziamenti per 11,5 miliardi di euro.
La Commissione sottolinea che il raggiungimento di un rapido accordo politico sullo strumento di ripresa e sul bilancio generale dell'UE per il 2021-2027 a livello di Consiglio europeo entro luglio è necessario per permettere che l'economia torni in piedi e costruire il futuro.

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